Per volare in sicurezza




South African Aire Expedition



[sudafrica, temporale]



C ome molti di voi gi sapranno, il 9 dicembre del 2002 gli amici di Aire Cornizzolo sono partiti alla volta del Sudafrica, destinazione l'oasi di Kuruman nel deserto del Kalahari, con l'obiettivo di realizzare il record del mondo di distanza libera in volo con il parapendio.

Attualmente il record omologato F.A.I. (Federazione Aeronautica Internazionale ) e' stato effettuato nel 1998 in Australia sulla distanza di km. 335, mentre recentemente stata raggiunta la distanza di 424 km in Texas, che in attesa di omologazione.



[kuruman, assistenza in decollo]


I voli hanno attraversato il deserto per centinaia di chilometri muovendo in direzione sud-est.

I piloti hanno volato per molte ore a quote anche prossime ai 5000 metri, disponendo di bombole d'ossigeno ed indumenti termici; uno staff di supporto li seguiva da terra a bordo di fuoristrada, utilizzando le strade che attraversano il deserto.


[kuruman, caldo]


La meteo in questo periodo, ci hanno comunicato dal Sudafrica, e' stata decisamente inusuale per la zona ed inadatta a tentare il record di distanza.

Al posto dei forti venti di 25-30 km/h che abitualmente soffiano al suolo, le giornate sono state calde e con un marcata stabilita' meteorologica che e' stata penalizzante per il volo di distanza.


[kuruman, traino]


Tuttavia, qualche risultato e' arrivato: il primo giorno in Kuruman, Ermanno Pedroncelli ha percorso 140 km, nelle giornate successive Olliver Rossel ha percorso 84 km ed e' riuscito ad atterrare fortunosamente applicando tutta la sua esperienza e virtuosismo, prima che si sviluppasse un violento temporale.

Il 18 dicembre, Pedroncelli e Rossel sono riusciti a percorrere 133 km in condizioni di volo molto difficili e tecniche: il cielo era completamente limpido e privo di nubi che indicassero le zone di ascendenza, come conseguenza i nostri hanno dovuto applicare a fondo tutte le proprie capacita' per identificare le aree dove si potevano formare correnti ascensionali.

I due, nello spirito della spedizione, hanno lavorato in squadra aiutandosi vicendevolmente ad identificare le linee di volo piu' idonee; hanno volato per cinque ore raggiungendo una quota massima di 4200m.


[kuruman, pista di decollo]


Questa la descrizione della giornata tipo per i piloti del team:
"Sveglia alle 6.30, colazione alle 7, poi ci si reca immediatamente sull'aviosuperficie di decollo.

Tutta la regione, per centinaia di km intorno, si trova su un altopiano assolutamente piatto a 1200 m d'altezza, per questa ragione, mentre sulle nostre Alpi i parapendio decollano da dolci declivi, qui il decollo avviene al traino di autovetture che corrono lungo la pista di un piccolo aeroporto.

Occorrono numerosi tentativi per riuscire ad agganciare le correnti ascensionali e questo sottopone i piloti alla fatica di rimanere esposti al sole africano, equipaggiati e coperti per resistere alle temperature prossime allo zero che troveranno ad alta quota.

Per la squadra di terra, invece, l'impegno e'duplice, il mattino vanno in volo alcuni piloti apripista, con il compito di stabilire se sia il momento adatto al volo, cioe' se si siano formate gia' sufficienti aree di ascendenza per poter rimanere in aria, il pomeriggio percorrono centinaia di km per le strade del sud Kalahari, spesso sterrate, al seguito dei piloti, con i q uali si mantengono in contatto radio e che, periodicamente, forniscono la loro posizione rilevata con il GPS.

Questo impegno, generalmente, dura fino a sera".




[kuruman, testata pista]


La spedizione si conclusa, senza purtroppo portare a casa il record, ancora una volta a causa della meteo.

Pubblichiamo volentieri il seguente comunicato stampa.



[sudafrica]


South African Aire Expedition
Non e' riuscito il tentativo dei piloti di Aire, di superare il record del mondo di distanza libera con il parapendio.

La spedizione sudafricana di AIRE Cornizzolo non ha portato al risultato sperato di superare il record del mondo di distanza libera con il parapendio.

Durante tutti i giorni dal 11 dicembre 2002 al 5 gennaio 2003 i piloti del team AIRE: Ermanno Pedroncelli, Matteo Wieber e Oliver Rossel, hanno effettuato dei voli per migliorare il record di distanza libera attualmente fermo a 424 km.

Purtroppo, nonostante statisticamente il periodo fosse il piu' indicato, le condizioni meteorologiche non sono mai state adatte ad effettuare voli di lunga distanza.

Il territorio sudafricano, nella regione di Kuruman, e' senza dubbio uno dei piu' addatti allo scopo di effettuare voli record, ma, quest'anno la situazione meteorologica si e' presentata con schemi differenti dal consueto.

Il periodo delle piogge, generalmente in novembre, quest'anno e' stato piu' asciutto del consueto; anche il vento che frequentemente soffia sull'area di volo, quest'anno era meno forte.

I parapendio viaggiano a velocita' di circa 40 km/h, per poter percorrere grandi distanze hanno bisogno di venti sostenuti che li spingano a velocita' piu' elevate.

I nostri piloti hanno volato in condizioni difficili.

Al decollo c'erano temperature appena sotto i 40 gradi, ma, una volta in volo, potevano raggiungere quote prossime ai 5000 metri, il che, in contrasto con il caldo al suolo, li costringeva all'uso di bombole d'ossigeno ed a coprirsi per poter resistere alle temperature prossime allo zero che avrebbero incontrato in quota.

Questo sottoponeva il loro organismo ad un forte stress fisico, al quale andava a sommarsi quello psicologico per le difficolta' del decollo che avveniva spesso in condizioni di vento forte e rafficato o addirittura con pericolosi vortici indotti dal caldo torrido.

I nostri piloti hanno dato dimostrazione della loro classe mondiale davanti ai numerosi campioni locali che si sono dati convegno a Kuruman per incontrarli e misurarsi con loro.

Nei fatti si e' svolto un vero e proprio confronto tra i migliori piloti sudafricani ed i nostri tre campioni. Nonostante il fattore campo giocasse in favore della squadra di casa, i nostri hanno sempre fatto meglio dei piloti locali con voli sempre piu' lunghi di quanto le condizioni meteo potessero lasciare sperare, destando l' ammirazione degli esperti del posto.


[sudafrica, cumuli]


Tuttavia le distanze massime percorse sono intorno ai 200 km, circa la meta' di quella da battere.

Nelle poche giornate adatte a fare distanze notevoli, il repentino sviluppo di giganteschi temporali ha costretto i nostri piloti ad affettuare manovre d'emergenza di discesa rapida, per sfuggire alle correnti d'aria indotte dai nembi, che rappresentano un pericolo mortale per chi pratica il volo libero.

La discesa rapida con il parapendio avviene per mezzo di una manovra denominata 'vite'.

La vela viene messa in virata effettuando giri sempre piu' stretti che gradualmente aumentano la velocita' di rotazione.

Questo porta le vela a tassi di caduta di 20-25 m/sec (70-80 km/h) e sottopone i piloti ad una violenta forza centrifuga quantificabile in oltre 2 g.

I materiali sono collaudati per resistere a forzi di molto superiori, ma, per i piloti, lo sforzo fisico, unito alla tensione psicologica e' enorme.

In due casi, Pedroncelli e Rossel, incalzati da delle tempeste, sono stati costretti ad effettuare delle viti per perdere oltre 2000 metri di quota.

Rossel, secondo nel ranking mondiale, durante una vite, che a suo parere e' stata la piu' violenta che abbia mai fatto, e' stimabile che scendesse a velocita' prossime a 90 km/h con una velocita' di rotazione di 130-150 km/h.

La caratura di nostri piloti si e' dimostrata ampiamente adatta all' obiettivo che sarebbe stato sicuramente raggiunto se solo la meteo fosse stata piu' clemente.

I piloti torneranno sabato 11 gennaio. E' prevista l'organizzazione di alcune serate per spiegare i voli ed i dettagli di quest'avventura, che per i suoi aspetti tecnici ed umani non ha paragoni nel mondo del volo libero Italiano.



[sudafrica, kalahari]